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FitBit Charge HR, la recensione di AndroidBlog.it

L’estate è arrivata e c’è sempre più gente che, alle prese con la prova costume, decide di fare un po’ di sport per perdere qualche chilo di troppo: FitBit Charge HR, il protagonista della nostra recensione di oggi, è lo strumento adatto per monitorare ogni nostro singolo allenamento.

Un po’ più costoso di una MiBand, il FitBit Charge HR nasce come contapassi in grado di monitorare un gran numero di valori durante una sessione di allenamento, tra cui anche il battito cardiaco in modo continuo.

Video Recensione 

Come di consueto, a seguire trovate la nostra video recensione completa del FitBit Charge HR: sarà affidabile o meno questo sensore da polso? Scopritelo insieme a noi! 

Unboxing 

All’interno della confezione del FitBit Charge HR trovate la dotazione necessaria per poter ricaricare la batteria del sensore tramite un apposito cavo USB (da utilizzare sul computer oppure con alimentatori a basso voltaggio) ed un rilevatore USB utile per la sincronizzazione dei dati a bordo del computer e del profilo online di FitBit. 

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Costruzione e materiali 

Il FitBit Charge HR, rispetto alle versioni precedenti, integra sulla parte frontale un piccolissimo display ed un pulsante nel lato sinistro, il quale con varie pressioni mostrerà l’orario, le calorie bruciate, i chilometri percorsi, i passi e così via. La visibilità del piccolo display è sempre ottima, anche sotto la luce del sole e durante le sessioni di allenamento. 

Il tutto è costruito in plastica, molto morbida e poco fastidiosa quando la si indossa. Sulla parte superiore vi è una rifinitura quasi zigrinata sulla plastica, mentre sul cinturino si legge chiaramente il marchio FitBit presente solo in un punto.

Nella parte inferiore, quella che va a contatto con il polso, troviamo innanzitutto il plug per la ricarica del braccialetto ed il sensore per i battiti cardiaci che, come dicevamo, permette di monitorare i battiti continuamente e non solo quando si richiede la misurazione (in una sessione di allenamento, infatti, potrete vedere i picchi di battiti massimi e minimi, oltre che il battito in tempo reale). 

Il braccialetto, inoltre, è disponibile in varie taglie a seconda del polso. 

Funzionamento e dati sincronizzati 

All’interno della confezione è presente un piccolo rilevatore che, inserito in una porta USB e tramite l’applicazione FitBit Connect, ci permetterà di sincronizzare tutti i dati raccolti dal braccialetto nell’ultimo periodo. Al termine della sincronizzazione, che può avvenire anche su iOS, Android e Windows Phone tramite l’applicazione FitBit presente nei vari store, vi troverete di fronte a dati come questi. 

I valori più affidabili che abbiamo trovato sono quelli relativi al sonno: il conteggio è davvero preciso e l’orario della “nanna” coincide perfettamente. A seguire invece c’è la funzione contapassi che invece, a nostro parere, tende leggermente a rimanere indietro rispetto ad altri misuratori utilizzati durante questi giorni.

Durante una sessione di allenamento in running, infatti, con FitBit rispetto a Runtastic (installata su LG G4 con GPS molto preciso) abbiamo ottenuto dati inferiori di oltre il 20%, margine che non è molto rassicurante per chi utilizza il braccialetto durante il monitoraggio di un allenamento più “serio” nel quale si corre il rischio di avere dati non veritieri. 

Negli screen qui in alto invece ci sono tutti gli altri valori che il braccialetto è in grado di monitorare come le calorie bruciate, quelle assunte (che funziona solo tramite l’inserimento manuale di ciò che si mangia), i piani di scale saliti e via discorrendo. 

Conclusioni 

In fin dei conti la classica domanda rimane sempre quella: conviene o no spendere circa 140 euro per un prodotto in grado di monitorare un allenamento? FitBit Charge HR è davvero ben realizzato anche se sotto il punto di vista della raccolta dei dati non ci ha convinto moltissimo e preferiamo puntare ancora sul classico “smartphone+GPS+Runtastic Pro” per i nostri allenamenti. Voi cosa ne pensate? 

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Pro

  • Materiali e costruzione
  • Interfaccia utente al TOP

Contro

  • Dati raccolti poco affidabili