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Nokia Veste Gli Abiti Del Robottino Verde Android

A dieci giorni di distanza dall’evento annunciato per il Mobile World Congress, dove potrebbe essere svelato il tanto rumoreggiato Normandy, nelle ultime ore Nokia per le sue pagine dei social network Facebook e Twitter ha sostituito il tradizionale colore blu, che da anni contraddistingue il marchio dell’azienda finlandese, con un inedito colore verde.

Apparentemente la scelta di Nokia potrebbe sembrare una semplice modifica, ma in realtà la prima interpretazione data da molti utenti a questo cambiamento è quella che l’azienda vuole stuzzicare la nostra curiosità dandoci un ulteriore segnale dell’imminente arrivo del suo primo smartphone Android, visto che tale colore è proprio quello del sistema operativo del robottino verde.

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Nokia passa dal blu al verde: pura casualità?

Sebbene la tonalità usata dal gruppo finlandese è leggermente differente rispetto a quella tradizionale di Android, con tale immagine Nokia potrebbe davvero alludere al suo primo smartphone basato sul sistema operativo di Mountain View, considerando anche che da quando l’azienda è attiva nell’ambito dei dispositivi mobili non aveva mai rinunciato al suo consueto colore blu.

Le indiscrezioni sul progetto Normandy si susseguono ormai da qualche mese, ma quella che in un primo momento sembrava un’ipotesi assurda, col passare del tempo ha assunto sembianze più reali, sebbene mai confermate, e potrebbe concretizzarsi durante il Mobile World Congress 2014, in programma a Barcellona dal 24 al 27 febbraio.

Secondo le indiscrezioni, lo smartphone Android di Nokia utilizzerà una versione altamente personalizzata del sistema operativo del robottino verde, realizzata per spingere i servizi Microsoft tra i quali Skype, Bing e Internet Explorer e, forse, dovrebbe rinunciare al Google Play Store per affidarsi ad uno store di applicazioni proprietario, così come ha fatto Amazon con i Kindle Fire. Questo potrebbe essere l’unico motivo per cui il gruppo di Redmond avrebbe dato la sua approvazione al progetto, con lo scopo di portare l’utenza Google verso i servizi proprietari.

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