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[UXdesign & Android] Honeycomb e tablet

Alle 19:00 ora italiana del 2 febbraio, Google apriva il sapario sull’evento delle conferme e smentite sulle tecnologie in demo al CES di Las Vegas di qualche settimana prima.
L’importanza della manifestazione non è solo perchè esiste una tangibilità dello sviluppo tecnologico apportato a android, l’importanza è sull’evoluzione che tutti otterremo dai prodotti che stanno entrando nella vita quotidiana: i tablet.

Motorola inizia a scherzare che siamo in un ripetersi del 1984 ipotizzato da Apple nei primi spot dei loro Macintosh, un mondo in cui c’è un monopolio totale e nessuno si ribella perchè quello che abbiamo non ci rispecchia.
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[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=OYecfV3ubP8[/youtube]
Il mercato dei Tablet aperto, anzi ri-aperto, con l’iPad fa ricordare che il computer, sia in forma workstation che netbook, è un concetto superato per l’utenza di ogni giorno ma anche per quella professionale, che non si accontenta più di vedere tutto schiacciato nei piccoli monitor dei cellulari, per quanto inizino a diventare sempre più generosi.
Al termine di questo mese inizieremo davvero a provare l’uso di questo prodotti come lo è stato due anni fa quando Asus ha introdotto l’EEEpc e sfondato una porta sulla portabilità e durata dei notebook.
La novità è il sistema operativo, ogni tanto ci dimentichiamo che siano dei piccoli computer, applicato alle tavolette multitouch: Android in versione 3.0, nome in codice Honeycomb.
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I primi che otterrano l’innovazione di Mountain View saranno Xoom e G-Slate, due tablet dalle caratteristiche simili e differenti.
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Del Motorola Xoom si parla da prima di gennaio e ora si aspetta solo di capire esattamente il prezzo, oltre che l’uscita. L’effetto dello sviluppo del prodotto è al pari della linea Nexus, One e S, per avere la cosidetta Pure Google Experience, in altre parole lo stato dell’arte del prodotto di “base” senza fronzoli delle OEM. La dimostrazione infatti è l’uso come muletto nella manifestazione per testare tutti i prodotti sviluppati.
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LG G-Slate invece ora sta avendo le prime conferme dalla casa coreana che traduce il tutto come il primo prodotto che andrà a competere là dove inizia a fare mercato sia tutti quelli che fanno televisori 3D (stereoscopici) che nintando con il nuovo 3DS (che tutte le volte che lo cerco incappo nelle notizie di 3DS Max…nomi infelici molte volte…di peggio continuo a pensa al DS durante le elezioni).
Però a parte le notizie di feature o meno non si parla di come sta cambiando il modo di fare o lavorare (e soprattutto relazionarsi visto l’abuso con i social network che ci caratterizza oggigiorno).
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L’evoluzione di Honeycomb permette di gestire il multitasking in maniera più intuitiva senza andare a naso come si fa ora con le release precedenti di android: un tasto che ci fa vedere (esatto: vedere con piccoli screenshot) cosa abbiamo dimenticato in background. Per chi adopera il pc, e anche chi il mac, ricordano le schermatine che sbucano passando sulla task bar di Win7 o le finestre minimizzate nella dock bar di OSx, fatto che mutuare esperienze pc delle volte fa bene alla salute dell’utente se contesualizzate in maniera coerente.
Sì: parlo di coerenza e non di correttezza, come la UXdesign ci insegna. La correttezza è un metro che non esiste nella realtà dello sviluppo dei device o di web app e quindi si parla di coerenza del design (da intendersi all’anglosassone come progetto) per tutto quello che si va a sviluppare. Coerenza anche quando si parla di User Friendly come dice Jobs e Norman che poi sfocia nei brutali User Centred degli ultimi prodotti di Cupertino.
Google nella SDK ha potuto farci mettere mano sul come funziona e tutto risulta infatti coerente: ogni cosa tangibile ha una reazione ai nostri occhi, sia dichiarata che non.
Un esempio su tutti? La barra di notifiche che è diffusa e non invedente (che per molti versi sembra mutuata dalle feature in beta per chi usa chrome scimmiottanto Chromium OS con gli avvisi abilitati di Gmail e Gtalk).
Ora la domando che sorge spontanea è: chi altro può beneficiare della 3.0?
I primi che ci stanno giocando sono sempre quelli della comunità di XDA, ormai totalmente convertiti al beniamino verde come si vede dal video di apertura del loro canale YouTube.
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Il risultato è qualcosa di sconvolgente, pensando all’origine del device: il Nook Color!
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Inizialmente quando B&N rilasciò il prodotto in questione rimasi abbastanza diffidente, soprattutto sulla qualità dello schermo (anche perchè ero fresco di acquisto del Kindle 3rd gen e l’e-ink mi è sembrata la soluzione a ogni male di lettore digitale). La scoperta e la rivalutazione (soprattutto perchè avevo appena fatto l’acquisto del più famoso concorrente) è l’origine del device come tablet/e-reader su piattaforma android e sul prezzo tenuto sui 250$, cosa che non era per altri tablet (escludendo l’uscita successiva della linea di Archos).
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=9cGuB9tw8x4[/youtube]
Applicare Honeycomb a un prodotto di prima fascia e con uno schermo abbastanza usabile, senza affaticare la vista, permette a tutti di poter usufruire dell’esperienza android in maniera coerente per l’utenza quotidiana.
La domanda successiva è se Dell e Archos aggiorneranno la loro linea di prodotti a honeycomb visto il trend che promette lo sviluppo dei tablet android, a differenza delle false promesse di Microsoft che da anni promette, fa e fallisce (wndows xp tablet edition, courier, zune e kin).
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Altra questione che rimane aperta è se questa è la 3.0 e non è per smartphone, come aggiornato di recente nei vari comunicati, quando saremo al pari delle versioni dopo gingerbread e ice cream come sarà la 3.0 su questi terminali? Oppure sarà un salto e mutuata l’esperienza tablet sui cellulari? (La cosa è molto probabile dalle ultime affermazioni che girano su twitter).
Dopo tutto questo parlare di quello che è appena accaduto quello che troviamo di fronte è un panorama che sta prendendo forma.

La GUI e anche la UI stanno offrendo un modo di entrare in contatto con le idee e con le soluzioni ai nostri dubbi in maniera diretta. Nella dimostrazione sia dell’evento che sulla SDK preview si trovano molte spiegazioni di come si usi in maniera meno testuale e mitizzata la macchina.

A parte il multi tasking citato sopra il resto è tutto là dove possiamo trovare, con la divisione che oggi sappiamo tra “scrivania”/homescreen e elenco delle app e con l’individuabilità dei comandi sempre presenti e contestualizzati come system bar e action bar. Questi ultimi fanno ricordare quello che succede al computer ma sono fatti in quel modo che le web app di google ci hanno sempre insegnato: un menù contestuale e non invasivo dedicato alla funzione che ci interessa, nè più nè meno.
Tutto questo permette di semplificare il mercato consumer ma soprattutto avvicinare il mercato enterprise che finora era rimasto molto in disparte per la differenza di funzionalità con i classici di RIM e Nokia.

Detto questo vi consiglio di dare un’occhiata alla sezione MWC 2011 dove potrete trovare tutte le novità in campo tablet presentate da HTC, Samsung, LG, Acer etc…

Se vogliamo fantasticare su come va o come ci piace Honeycomb suggerisco o di mettere l’sdk per testarlo, con tutti i lag che genera anche su pc performanti, o di usufruire del nuovo tema Honeycomb dedicato per Chrome.

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