In un mercato in cui e-book reader e tablet sembrano aver ormai definito confini molto chiari, il Bigme B7 Pro prova a rimettere tutto in discussione. Si presenta come un dispositivo fuori dagli schemi, pensato per chi non vuole scegliere tra la semplicità di un lettore E-Ink e la versatilità di un tablet tradizionale. Fin dal primo utilizzo, appare evidente che l’obiettivo non è competere direttamente con una sola categoria, ma fondere due filosofie d’uso profondamente diverse in un’unica esperienza.
Da un lato, il cuore del dispositivo resta il suo display E-Ink Kaleido 3 da 7 pollici e 150 PPI, che offre un’esperienza di lettura estremamente simile alla carta. Il testo è nitido, riposante per gli occhi e perfetto per lunghe sessioni senza affaticamento, una caratteristica tipica degli e-reader tradizionali e ancora oggi difficilmente replicabile dai tablet LCD o OLED. Anche la retroilluminazione regolabile contribuisce a mantenere un comfort visivo elevato, rendendolo ideale per leggere romanzi, saggi o documenti tecnici per ore.
È proprio in questo contesto che il Bigme B7 Pro dà il meglio di sé: come e-book reader “classico”, funziona benissimo. L’apertura dei libri è rapida, il cambio pagina è fluido e la presenza dei tasti fisici per voltare pagina restituisce una sensazione tattile sempre più rara nei dispositivi moderni. Inoltre, la possibilità di leggere contenuti provenienti da diverse app Android amplia enormemente la libertà rispetto agli ecosistemi chiusi.
Tuttavia, il dispositivo non si ferma qui. Bigme ha deciso di spingersi oltre, integrando un sistema operativo Android completo con accesso al Play Store, connettività 4G, supporto a SIM, GPS, fotocamera e persino funzionalità vocali e AI. Questo lo avvicina molto più a un tablet che a un semplice lettore digitale. In teoria, si possono installare app, navigare sul web, prendere appunti con lo stilo e persino effettuare chiamate, trasformandolo in una sorta di mini-tablet sempre connesso.
Peccato solo che la traduzione in italiano lasci a desiderare (o non sia presente del tutto).
Bigme B7 Pro è un dispositivo pieno di compromessi
Ed è qui che emerge la natura ibrida del prodotto, con tutti i suoi compromessi. Se lo si confronta con un tablet LCD tradizionale, il Bigme B7 Pro appare inevitabilmente limitato. Il display E-Ink, per quanto evoluto, non è pensato per contenuti dinamici: animazioni, video e scrolling risultano meno fluidi, e i colori appaiono più spenti rispetto a uno schermo convenzionale. Anche con tecnologie di refresh migliorate, resta una distanza evidente rispetto all’esperienza offerta da un tablet classico.
Allo stesso tempo, però, rispetto a un e-reader tradizionale, il B7 Pro è quasi “troppo”. L’interfaccia Android, le numerose opzioni e le funzionalità avanzate rischiano di complicare un’esperienza che solitamente si distingue per semplicità e immediatezza. Alcuni utenti potrebbero percepire questa abbondanza come un valore aggiunto, mentre altri potrebbero considerarla una distrazione rispetto all’essenziale: leggere.
L’hardware contribuisce a rafforzare questa doppia identità. Il processore MediaTek Dimensity 1080, gli 8 GB di RAM e i 256 GB di memoria lo rendono molto più potente della media degli e-reader, permettendo un multitasking fluido e un utilizzo simile a quello di uno smartphone o tablet compatto. Non a caso, sotto il profilo tecnico, ricorda da vicino lo smartphone Bigme Hibreak Pro Color, con cui condivide filosofia e impostazione generale.
Anche l’integrazione di una penna capacitiva ideale per prendere appunti o per sottolineare PDF e libri contribuisce a rendere l’esperienza completa.
L’esperienza d’uso quotidiana, quindi, dipende molto dalle aspettative. Se si cerca un dispositivo da usare come tablet principale, il B7 Pro difficilmente soddisferà: la tecnologia E-Ink impone limiti strutturali che non possono essere completamente superati. Se invece lo si considera un e-reader evoluto (con eccezionali tasti fisici per il cambio pagina), capace all’occorrenza di svolgere anche compiti “da tablet”, allora il giudizio cambia radicalmente.
In questo senso, il Bigme B7 Pro rappresenta un equilibrio particolare: è un dispositivo che eccelle quando resta fedele alle sue radici da e-reader, ma che diventa meno convincente quando prova a sostituire un tablet LCD tradizionale. È perfetto per chi vuole leggere molto, prendere appunti e avere accesso a strumenti digitali senza rinunciare al comfort visivo dell’E-Ink. Meno indicato, invece, per chi cerca prestazioni multimediali complete.
In definitiva, il Bigme B7 Pro è un esperimento riuscito a metà, ma proprio per questo interessante. Non ridefinisce completamente nessuna categoria, ma crea uno spazio intermedio in cui lettura e produttività convivono. E forse è proprio questo il suo punto di forza: non essere né un semplice e-reader né un vero tablet, ma qualcosa di diverso, pensato per chi è disposto ad accettare compromessi in cambio di versatilità.
C’è da dire che il costo di 349$ sullo storie ufficiale lo pongono in una fascia di mercato ormai dominata da anni dagli iPad che, pur non costituendo una soluzione ideale per la lunghe sessioni di lettura, hanno un profilo molto più concreto. Fortunatamente il Bigme B7 Pro viene messo spesse volte in sconto durante l’anno, con prezzi che scendono in un territorio che lo rendono molto più allettante.







