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Recensione Redmi Note 9S: tante belle cose, ma non tutto è perfetto

Recensione Redmi Note 9S

Da quando Redmi è diventata una società indipendente da Xiaomi (dalla quale però riceve ancora supporto sia hardware che software), il numero di smartphone con tale brand ha preso il volo. L’azienda è solita lanciare oltre 10 differenti smartphone ogni anno, molti dei quali con caratteristiche simili che sicuramente non facilitano la scelta alle persone. L’ultimo in ordine cronologico ad essere stato commercializzato in Italia è il Redmi Note 9S, uno smartphone decisamente solido e che è stato studiato per dominare la fascia medio bassa.

Lo smartphone lo stiamo testando da diversi giorni e nonostante abbiamo trovato molti lati positivi, non risulta essere perfetto per la sua fascia di prezzo. Ma andiamo con ordine.

Confezione classica per Redmi Note 9S

Recensione Redmi Note 9S Unboxing

Non ci dilunghiamo molto nel descrivere la confezione di vendita, dal momento che contiene gli stessi accessori di tutti gli altri smartphone Xiaomi e Redmi, il che significa la manualistica cartacea, il PIN per estrarre il cartellino delle Nano SIM, l’alimentatore da parete abbinato a un cavo per la ricarica e lo scambio dati USB Type-C e, infine, una cover in silicone di qualità discreta.

Estetica “particolare” ed ergonomia abbastanza comoda per Redmi Note 9S

La scelta di seguire la strada intrapresa da Apple con il notch sulla parte superiore del display è durata poco in ambito Android. Nel Redmi Note 9S troviamo un display praticamente senza alcuna cornice attorno e un piccolo foro nella parte superiore centrale che ospita la fotocamera anteriore. Fin qui nulla di nuovo.

Voltando lo smartphone troviamo la vera novità. Per differenziare i propri smartphone dalla concorrenza, ogni produttore ha adottato una configurazione diversa del comparto fotografico. Nonostante l’estetica vada a gusti, la scelta di Redmi nel creare una sorta di quadrato centrale (sporgente) che ospita le quattro fotocamere su una griglia 2×2 (la riga superiore cerchiata in colorazione bianca) e poi un’ulteriore prosecuzione verso il basso per includere il flash LED non è che ci abbia fatto innamorare a prima vista del Redmi Note 9S

A nostro modo di vedere e capendo le difficoltà nel creare un design unico che abbracci i gusti di tutti, se lo smartphone avesse mantenuto solo le fotocamere all’interno della sezione quadrata nera, il design generale ne avrebbe guadagnato.

Terminando la nostra disamina della scocca posteriore, apprezziamo l’utilizzo del vetro a protezione anche se ciò non ha alcun senso funzionale, vista l’assenza della ricarica wireless.

Per quanto riguarda il bordo laterale invece siamo rimasti delusi nel constatare che sia stato usato del policarbonato (plastica) al posto di un frame in metallo, anche perché altri smartphone nella lineup di Redmi lo hanno.

Per il resto, sul bordo destro troviamo il solo tasto di accensione che raddoppia le funzioni essendo anche un sensore di impronte digitali capacitivo; sul lato inferiore trovano spazio lo speaker di sistema (l’unico funzionante in termini multimediali), la porta USB Type-C, il microfono principale e il jack audio da 3,5 mm; a sinistra è stato integrato il bilanciere del volume mentre in alto troviamo il carrellino delle Nano SIM e della microSD (2 Nano SIM + 1 micro SD).

In termini di ergonomia troviamo una contrapposizione abbastanza particolare fra il peso abbastanza alto di 209 grammi che si fa sentire ogni volta che si prende lo smartphone in mano e la scocca posteriore stondata, le cui curve si adattano molto bene alla mano.

L’utilizzo ad una mano è possibile ma solo per brevi periodi di tempo, come d’altronde con ogni altro smartphone moderno.

Un’altra considerazione sull’uso ad una mano la facciamo sul posizionamento del sensore di impronte digitali. Da mancini, il posizionamento sul bordo destro non ci permette di sbloccare lo smartphone avendo da subito una presa comoda ma ci costringe ad afferrarlo da dietro e usare l’indice sinistro prima di passare a una presa più comoda dal bordo inferiore per l’uso.

Hardware discreto e prestazioni solide

Al cuore di Redmi Note 9s troviamo il più recente SoC Qualcomm Snapdragon 720G, studiato appositamente per essere usato su smartphone di fascia media che non rinunciano a prestazioni elevate e connettività completa (o meglio, semi completa su questo smartphone, vista l’assenza del chip NFC, presente solo nella versione Pro).

La dotazione di memoria è praticamente perfetta per questa fascia di prezzo e, a volerla dire tutta, andando oltre i 6 GB su altri modelli abbiamo faticato a trovare vantaggi in termini di performance.

Display, autonomia, software e le fotocamere le analizzeremo più avanti ma, in generale, la dotazione hardware di Redmi Note 9s è più che buona:

  • Dimensioni: 165,7 × 76,68 × 8,8 mm
  • Peso: 209 grammi
  • Display IPS LCD da 6,67 pollici con rapporto di forma 20:9, risoluzione 2.400 x 1.080 pixel, luminosità massima di 450 nit, supporto HDR10, protezione Corning Gorilla Glass 5, 91% body-to-display ratio e certificazione TÜV Rheinland
  • SoC: Qualcomm Snapdragon 720G
    • CPU Octa Core Qualcomm Kryo 465 a 64-bit, fino a 2,3GHz
    • GPU Adreno 618
    • Qualcomm AI Engine di 5a generazione con Hexagon Tensor Accelerator
  • RAM: 4/6 GB LPDDR4X (il nostro modello ne ha 6)
  • Memoria interna: 128 GB UFS 2.1 espandibili tramite microSD (fino a 512 GB)
  • Fotocamere posteriori:
    • 48 MP Samsung ISOCELL GM248 megapixel, f/1.79, pixel da 1,6 μm, 7 lenti, PDAF + EIS
    • 8 megapixel ultra-wide 119° f/2.2
    • 5 megapixel macro AF (2cm-10cm)
    • 2 megapixel depth sensor
  • Fotocamera anteriore da 16 megapixel
  • Batteria da 5.020 mAh con supporto alla ricarica rapida a 22.5 W (caricabatterie incluso)
  • Connettività: dual nano SIM, Dual 4G LTE, Wi-Fi 802.11 ac (2,4/5 GHz), Bluetooth 5, GPS, USB Type-C, infrarossi, radio FM, jack audio
  • Altro: rivestimento nano resistente agli spruzzi (nessuna certificazione IPxx)
  • Sistema Operativo MIUI 11 basata su Android 10

Le ottime performance mostrate sulla carta vengono confermate anche nei test benchmark a cui lo abbiamo sottoposto.

Il tutto, abbinato alla MIUI 11 basata su Android 10, permette di avere delle performance incredibili che, non ci vergogniamo a dirlo, nell’uso di tutti i giorni sono identiche a quelle dei top di gamma con prezzi decisamente più elevati.

Il display è l’unico tallone d’Achille

In un qualsiasi smartphone del 2020 che costa più di 200 euro ci aspettiamo la presenza di un display che abbia una qualità di visione generale decente. Nel caso del Redmi Note 9S, però, la scelta del pannello non è stata delle migliori.

Si tratta di un’unità LED LCD con tecnologia IPS che fornisce una luminosità accettabile e una riproduzione cromatica tutto sommato discreta. I problemi nascono però dalla qualità costruttiva e dal trattamento a cui è stato sottoposto il display:

  • nel primo caso abbiamo notato che i singoli LED che compongono la “retroilluminazione edge” sono visibili, sia sulla parte superiore che in quella inferiore, creando un effetto ghost (non si nota a colpo d’occhio ma, una volta che lo si adocchia, è difficile non notarlo)
  • nel secondo caso, nonostante la tecnologia IPS assicuri in genere un angolo di visione verticale di 178 gradi, con lo schermo del Redmi Note 9S tale angolo risulta essere inferiore (al virare dell’angolo di visione, i colori cominciano a perdere sempre più consistenza fino a diventare”slavati”)

Non sappiamo se si tratti solo del nostro modello o sia un problema più ampio ma queste due minuzie ci fanno considerare lo schermo come l’unico aspetto sotto la sufficienza dello smartphone.

La cara vecchia MIUI 11 che non delude mai

Un hardware potente senza un software ottimizzato non serve a nulla. Ebbene, con Redmi Note 9S troviamo il meglio che ha da offrirci un hardware di fascia medio bassa e il meglio che ha da offrirci una ROM completa ed estremamente personalizzabile come la MIUI 11.

Fra le altre funzioni che rendono questa ROM estremamente completa troviamo l’Ambient Audio che porta tanti nuovi suoni ispirati alla natura; la suite Mi Work che comprende Mi Share, per la condivisione di file di grandi dimensioni, un’app di gestione dei file, un’app per il video casting (trasmissione da telefono a schermo wireless) ed un’app con cui è possibile gestire la stampa in remoto.

L’unico appunto lo facciamo alla mancanza dell’Ambient Display che, vista la presenza di un display LCD e non OLED, si è preferito non integrare.

Facciamo notare infine che è presente la Radio FM che, anche in un mondo in cui lo streaming di musica e podcast lo fa da padrone, rappresenta ancora una valida (e gratuita) alternativa da molti richiesta.

La “quad camera” è più marketing che altro

Il principio base dell’integrare un comparto fotografico con sensori multipli è quello di garantire una maggiore flessibilità negli scatti. Ci stiamo rendendo sempre più conto però che, almeno nella fascia media e in quella bassa, avere più di 2 fotocamere è un’operazione esclusivamente di marketing.

Non è un problema che abbiamo riscontrato solo nel Redmi Note 9S ma, nel suo caso, a fronte di scatti decenti dalla fotocamera principale e appena sufficienti dalla fotocamera ultra grandangolare, la fotocamera dedicata alle macro non fornisce risultati accettabili, la cui messa a fuoco su soggetti vicini non è tanto semplice quanto pubblicizzato dall’azienda. In generale, con le macro abbiamo avuto un’esperienza simile ad altri smartphone senza fotocamera dedicata.

Discorso un po’ a parte per la fotocamera dedicata alla profondità di campo, visto che non la si può usare singolarmente ma solo attraverso la modalità “Ritratto”, ove fa un discreto ma non eccezionale lavoro nello scontornare il soggetto in primo piano e sfocare lo sfondo.

L’autonomia è il cavallo di battaglia di Redmi Note 9S

Che sia merito dell’enorme batteria da 5.020 mAh, del SoC particolarmente efficiente, della MIUI 11 ottimizzata a dovere o di una combinazione di tutti e tre questi elementi, non c’è assolutamente dubbio che la migliore caratteristica del Redmi Note 9S sia la sua autonomia.

Durante il nostro utilizzo di test non siamo mai riusciti a farlo durare meno di una giornata, sia nei giorni di uso blando che in quelli di uso intensivo arricchiti di gaming e download delle applicazioni che usiamo nel quotidiano. In media, siamo riusciti ad arrivare quasi in fondo alla seconda giornata.

In termini di ricarica troviamo un altro plus: oltre al supporto per la ricarica rapida, Redmi all’interno della confezione ha integrato un alimentatore in grado di supportare un output energetico di 22,5W, portando i tempi di ricarica intorno ai 90 minuti (da 0 a 50% in soli 35 minuti). Non è da tutti i produttori integrare nella confezione un alimentatore rapido che supporti esattamente lo stesso input massimo dello smartphone (Apple ad esempio con gli iPhone 11 integra nella confezione un alimentatore da 5W).

Rimane comunque il fatto che, se avete intenzione di acquistare un qualsiasi smartphone con l’intento di farlo durare il più possibile nel tempo, la batteria è senza dubbio la componente più fragile: il nostro consiglio rimane sempre quello di utilizzare degli alimentatori da parete con output non superiore ai 10W (5V 2A), di mantenere il livello di carica della batteria sempre compreso tra il 40% e l’80% e di non lasciare il telefono sotto carica al 100% per lunghi periodi di tempo (i moderni smartphone hanno una funzione intelligente che, se messi sotto carica durante la notte, fermano la stessa all’80% portandola al 100% solo un paio di ore prima del vostro risveglio tipico).

Conclusioni

Le molte caratteristiche positive di Redmi Note 9S non sono controbilanciate da molte negatività. Certo, il peso sarebbe potuto essere inferiore ma ciò avrebbe comportato una batteria meno capiente e quindi una peggiore autonomia. L’obiettivo di trovare un bilanciamento a tutto questo fa sì che la progettazione di uno smartphone abbia, sin dall’inizio, un certo target di mercato. Nel caso del Redmi Note 9S, a nostro avviso il target è l’utente che vuole avere una buona esperienza multimediale sacrificando un po’ la portabilità e l’ergonomia. 

Dal punto di vista hardware i due veri appunti li facciamo alla mancanza del chip NFC (componente ormai molto utilizzato per i pagamenti mobile e che non ha un costo così esorbitante) e al comparto fotografico posteriore che, nonostante venga pubblicizzato come eccezionale grazie alla varietà offerta dai 4 sensori, in realtà si ferma a una fotocamera principale discreta e a una fotocamera grandangolare e al teleobiettivo sufficienti.

Ad ogni modo, il giudizio finale dal nostro punto di vista è positivo e, considerando il prezzo base da 229 euro (la nostra versione con 6 GB di RAM ha un prezzo di listino di 269 euro, anche se siamo riusciti ad acquistarlo in offerta a 220 euro su negozi di terze parti), non c’è migliore smartphone che possiate acquistare in questa fascia di prezzo.

Pro

  • Prestazioni ottime in rapporto al prezzo
  • Autonomia stellare
  • Prezzo di vendita

Contro

  • Qualità del display
  • Estetica posteriore del comparto fotgrafico