Dopo mesi di attesa e curiosità nella comunità degli appassionati di fantascienza, Galactic Vault è finalmente arrivato sul mercato. Il gioco si presenta come uno sparatutto in prima persona con una forte componente esplorativa e narrativa, cercando di combinare l’intensità tipica degli FPS con il fascino del mistero cosmico e della scoperta. Il risultato è un’esperienza che prova a distinguersi all’interno di un genere spesso dominato dall’azione pura, introducendo elementi di puzzle, gestione delle risorse e worldbuilding ambientale.
L’ho testato su un mini PC dotato di BazziteOS e specifiche simili a quelle di Steam Deck, console per la quale Galactic Vault è pienamente certificato.
Fin dalle prime ore di gioco è evidente che Galactic Vault vuole offrire qualcosa di diverso dal classico sparatutto lineare. Il giocatore veste i panni di un esploratore armato di tecnologia avanzata incaricato di individuare e penetrare antichi “vault”, gigantesche strutture disseminate nella galassia e costruite da una civiltà aliena ormai scomparsa. L’obiettivo non è soltanto sopravvivere agli scontri, ma anche comprendere i segreti custoditi all’interno di questi luoghi e recuperare artefatti che potrebbero cambiare il destino dell’umanità. Qua è anche dove trova spazio la componente roguelite.
Essendo un FPS, la prospettiva in prima persona è centrale per l’esperienza. L’interfaccia è volutamente essenziale e lascia grande spazio alla visuale del giocatore, contribuendo a creare un forte senso di immersione. Le armi e gli strumenti tecnologici sono visibili direttamente nella visuale del personaggio e reagiscono in modo credibile ai movimenti, dando la sensazione di essere davvero all’interno della tuta da esplorazione. Questo approccio rende ogni missione più coinvolgente, soprattutto quando si attraversano corridoi alieni o si affrontano sistemi di difesa attivati improvvisamente.
Il sistema di combattimento rappresenta una delle colonne portanti del gioco. Le armi disponibili non sono numerosissime, ma ognuna ha caratteristiche precise e un utilizzo tattico ben definito. Alcune sono pensate per il combattimento ravvicinato, altre per colpire bersagli a distanza o disattivare droni di sicurezza. Il feeling degli scontri è generalmente solido: i colpi hanno peso, gli effetti sonori sono convincenti e i nemici reagiscono in modo credibile agli impatti.
Ciò che rende Galactic Vault particolare rispetto ad altri FPS è il modo in cui l’azione viene alternata con momenti di esplorazione e risoluzione di enigmi. I vault non sono semplicemente arene di combattimento, ma veri e propri labirinti tecnologici. Durante l’esplorazione il giocatore deve analizzare simboli alieni, attivare dispositivi energetici e manipolare meccanismi complessi per aprire nuove sezioni della struttura. Spesso questi momenti interrompono il ritmo frenetico degli scontri e introducono una pausa più riflessiva.
Dal punto di vista artistico il gioco riesce a costruire un universo coerente e affascinante. Le strutture dei vault presentano un design futuristico molto distintivo, fatto di superfici geometriche, luci pulsanti e macchinari enigmatici che sembrano seguire una logica aliena. Anche i pianeti visitabili contribuiscono a rafforzare l’atmosfera: deserti metallici, stazioni orbitanti abbandonate e lune ghiacciate creano scenari che valorizzano l’esplorazione in prima persona.
La componente FPS si intreccia anche con la gestione delle risorse. Le munizioni non sono infinite e spesso è necessario utilizzare con attenzione l’equipaggiamento disponibile. Il giocatore dispone di droni di supporto, scanner ambientali e moduli energetici che possono influenzare l’esito delle missioni. Questo sistema spinge a pianificare gli scontri invece di affrontarli sempre frontalmente, aggiungendo un livello strategico all’azione.
La narrativa è raccontata soprattutto attraverso l’ambiente e i dati recuperati durante le missioni. Registrazioni audio, terminali alieni e frammenti di tecnologia offrono indizi sulla civiltà che ha costruito i vault e sugli eventi che hanno portato alla sua scomparsa. Non si tratta di una storia raccontata tramite lunghe scene cinematiche, ma piuttosto di un puzzle narrativo che il giocatore ricompone gradualmente mentre avanza.
Nonostante le molte qualità, il gioco non è privo di difetti. In alcune sezioni il ritmo può risultare altalenante, soprattutto quando lunghe fasi di esplorazione rallentano l’azione tipica degli FPS. Inoltre, alcuni vault presentano schemi di combattimento simili tra loro, dando una leggera sensazione di ripetizione nelle fasi più avanzate della campagna.
Anche il sistema di movimento, pur essendo funzionale, potrebbe risultare più fluido. Nei momenti più concitati degli scontri, piccoli problemi di precisione nei salti o nelle coperture possono influenzare l’esperienza. Non sono difetti gravi, ma sono aspetti che i giocatori più esigenti potrebbero notare.
Nonostante queste imperfezioni, Galactic Vault riesce comunque a ritagliarsi una propria identità nel panorama degli sparatutto in prima persona. Il mix tra combattimento FPS, enigmi ambientali ed esplorazione cosmica crea un’esperienza diversa dal solito, che premia la curiosità tanto quanto la precisione negli scontri.
In definitiva, Galactic Vault è uno sparatutto che cerca di andare oltre la semplice azione, proponendo un’avventura spaziale ricca di mistero e scoperta. Chi ama gli FPS più tradizionali potrebbe trovarlo leggermente più lento, ma i giocatori interessati a un’esperienza più atmosferica e riflessiva troveranno molto da apprezzare in questa esplorazione tra le rovine di una civiltà galattica perduta.


