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Anche la UE ha dei grossi dubbi sul tracciamento FLoC di Google Chrome

Unione Europea EU Google

Erano passate solo poche ore da quando Google aveva reso ufficiale il sistema di tracciamento FLoC sul proprio browser Chrome come rimpiazzo dei cookies di terze parti che diversi nomi molto importanti legati alla sicurezza e alla privacy del web come DuckDuckGo, Brave, uBlock Origin e Vivaldi ne avevano preso le distanze, invitando gli utenti a fare lo stesso (qui la guida su come disabilitare il tracciamento FLoC su Chrome). Ebbene, adesso sembra che anche alcuni membri della UE siano abbastanza dubbiosi su FLoC.

Per chi non lo sapesse, FLoC ha lo scopo di identificare localmente un ampio spettro di comportamenti e interessi, riunendo alcune migliaia di utenti in determinati gruppi di interesse. Solo i dati pertinenti all’intero gruppo dovrebbero quindi essere inviati agli inserzionisti, il che dovrebbe tecnicamente impedire loro di seguire il singolo sul Web.

Google FLoC

La redazione di Wired ha parlato del FLoC con i difensori della privacy e alcuni membri facenti parte delle autorità di regolamentazione in UE e, in specifico, di Germania, Francia e Belgio. Il commissario per la protezione dei dati di Amburgo, Johannes Caspar, è scettico sul modo in cui FLoC potrebbe allinearsi con le regole del GDPR europeo, temendo che “l’implementazione degli utenti nei FLoC possa essere visto come un atto di trattamento dei dati personali. E questo richiede il consenso liberamente dato e informazioni chiare e trasparenti su queste operazioni.

Queste paure potrebbero essere la ragione per cui Google non sta testando FLoC in Europa in questo momento: il suo attuale gruppo casuale di tester potrebbe anche non sapere che fanno parte dell’esperimento FLoC, poiché Google sceglie casualmente gli utenti che hanno i cookies di terze parti abilitati.

Allo stesso modo, la Commissione nazionale francese per l’informatica e la libertà è “particolarmente attenta” al FLoC, poiché la tecnologia potrebbe richiedere l’accesso alle informazioni già memorizzate sui telefoni. Una tecnologia che funziona in questo modo richiederebbe “un consenso specifico, informato e inequivocabile“.

Altre nazioni sono altrettanto diffidenti. Le autorità di regolamentazione belghe stanno lavorando attentamente per acquisire familiarità con la proposta di Google e il Regno Unito sta indagando su FLoC da gennaio.

Insomma, Google potrebbe avere grossi problemi ad implementare il tracciamento FLoC in Europa, pena un’indagine approfondita (l’ultima cosa che un’azienda del genere vuole aggiungere alla propria agenda).

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