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Samsung Galaxy Note20, Pixel 5, Pixel 4a 5G, LG Wing 5G e altri compatibili con Google ARCore

Google ARCore

Google ha aggiornato la lista di smartphone compatibili con la propria tecnologia di realtà virtuale Google Play Services for AR (conosciuta in precedenza come ARCore), includendo alcuni degli ultimi modelli lanciati sul mercato.

Sono 13 i nuovi smartphone supportati:

  • Asus Zenfone 7/7 Pro
  • Google Pixel 4a 5G
  • Google Pixel 5
  • LG WING 5G
  • realme 7i
  • realme X7 Pro 5G
  • Samsung Galaxy A20e
  • Samsung Galaxy Note20 5G
  • Samsung Galaxy Note20 Ultra 5G
  • Samsung Galaxy Tab A7
  • Sharp AQUOS zero5G basic
  • Sharp AQUOS zero5G basic DX
  • Xiaomi Redmi Note 9S

Cosa sono i Google Play Services for AR (ARCore)

Ikea Place Google ARCore

Per chi non lo sapesse, l’ex Google ARCore è la piattaforma sviluppata dal colosso americano per la realtà aumentata, nata dalle ceneri del Project Tango. Nonostante abbia una qualità inferiore, la si può utilizzare su molti smartphone top di gamma e non richiede hardware particolare (gli smartphone Tango avevano molte fotocamere e sensori a infrarossi aggiuntivi).

Si tratta della principale piattaforma concorrente di ARKit di Apple e probabilmente sarà la base per i primi smart glass “made in Google” che non siano gli sfortunati Google Glass

Nel caso foste fra i possessori di uno smartphone supportato, vi basterà cliccare sul link sottostante per essere rimandati direttamente sulla pagina dedicata del Play Store:

  • Google Play Services for AR | Download

In alternativa, qui di seguito vi lasciamo il link per procedere al download del file APK da installare manualmente. In questo caso, vi ricordiamo di abilitare i permessi per l’installazione di app provenienti da fonti sconosciute, ovvero tutte quelle scaricate al di fuori del Play Store.

Prima di lasciarvi, vi vogliamo ricordare che grazie alle Depth API introdotte a fine 2019, l’intero framework di realtà aumentata è in grado di distinguere tra primo piano del mondo reale e sfondo, in modo che gli oggetti digitali vengano opportunamente occlusi migliorando al contempo le capacità di ricerca e la fisica.