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Netflix costretta a ridurre la qualità degli streaming durante l’epidemia di coronavirus

Netflix

Con il decreto emanato dal premier Giuseppe Conte attraverso il quale invita tutti gli italiani a rimanere a casa al fine di non far diffondere ancora di più l’epidemia di coronavirus, la rete internet ha subito un aumento di traffico enorme. Tale aumento è stato guidato soprattutto dai servizi di streaming, con Netflix che ha riscontrato qualche problema a servire i contenuti a tutti.

Al fine di offrire un servizio stabile a tutti i suoi abbonati, Netflix ha confermato che ridurrà la qualità dello streaming in Europa durante la pandemia di coronavirus (indicativamente per i prossimi 30 giorni), presumibilmente nel tentativo di alleviare la congestione su reti europee affollate.

Non era chiaro se Netflix stesso stesse riscontrando problemi a causa dell’impennata dell’attività di rete o se i passi fossero stati fatti semplicemente per ridurre la congestione della rete nel suo complesso.

Il coronavirus sta avendo un effetto triplicante sulle reti di tutto il mondo: una domanda enormemente aumentata di notizie e contenuti video, il telelavoro dei lavoratori e gli studenti che usano strumenti di apprendimento a distanza oppure servizi di gaming online hanno creato una domanda senza precedenti di connettività Internet ad alta velocità e alta qualità.

Netflix è la singola più grande fonte di consumo di larghezza di banda Internet sul pianeta (anche se lo streaming HTTP nel suo insieme lo batte, ma questo comprende ogni servizio di streaming HTTP), e ridurre il suo impatto sulla rete durante l’epidemia di coronavirus su un intero continente del 25% è un grosso problema.

In parole povere, per i prossimi 30 giorni non sarà possible accedere ai contenuti video di Netflix in qualità UHD. Certo, è comprensibile il perché sta venendo fatto ma pensiamo non sia giusto nei confronti di coloro pagano il pacchetto Premium di Netflix, visto che vengono privati di una delle feature esclusive.

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