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Sul Google Store arriva il “price matching”: prezzo minimo garantito per gli smartphone Pixel

Google Store price matching

Con un’iniziativa volta a rinvigorire le vendite dirette di Google Store, il colosso americano ha annunciato l’arrivo del “price matching” in diversi mercati del mondo, fra cui anche l’Italia.

Il “price matching” non è altro che un’iniziativa che permette agli utenti di avere un rimborso su uno smartphone Pixel (perfetto per il Pixel 4A in arrivo il 3 agosto) nel caso in cui, entro i 15 giorni dall’acquisto, un altro negozio lo proponga a un prezzo più basso.

Chiaramente per poter usufruire del “price matching” sul Google Store vi sono diversi paletti da rispettare, primo fra tutti il fatto che il prezzo minimo segnalato a Google deve provenire da un rivenditore ufficiale, sia fisico che online (nel caso dell’Italia Unieuro e Mediaworld). Oltre a ciò, bisogna che:

  • La richiesta deve essere effettuata entro il periodo di ripensamento dell’acquirente.
  • I prezzi online devono essere nella stessa valuta utilizzata per acquistare il prodotto idoneo sul Google Store.
  • Il prezzo pubblicizzato deve essere relativo allo stesso modello (stesso colore e memoria, se applicabile).
  • Il prezzo pubblicizzato deve essere ancora valido quando viene richiesto l’aggiustamento (non vengono emessi buoni sostitutivi se il prodotto non è disponibile sul Google Store).
  • Bisogna fornire un link attivo alla promozione o alla pagina web che verifichi il prezzo. Non si accettano PDF, screenshot, immagini o singoli preventivi.
  • Per i telefoni, il price matching è disponibile solo per i modelli sbloccati per tutti gli operator.
  • Il price matching esclude: contratti di telefonia mobile o accordi di finanziamento; offerte speciali giornaliere o orarie; offerte di prenotazione o permuta; prezzi all’ingrosso o per studenti; offerte per posta, coupon o carte regalo; errori di prezzo; set di prodotti o articoli gratuiti; servizi o assistenza combinati; articoli in liquidazione, in confezione aperta, ricondizionati o di seconda mano; prodotti venduti o spediti da venditori di terze parti su siti web concorrenti.
  • Google si riserva il diritto di rifiutare una richiesta di price matching qualora sospetti attività fraudolenta o non autorizzata da parte del rivenditore.
  • Solo 2 richieste per cliente per modello.

Insomma, non proprio un’iniziativa lineare da parte di Google anche se è comunque un vantaggio non da poco per coloro che hanno avuto la sfortuna di acquistare uno smartphone i giorni precedenti una grossa offerta da parte dei rivenditori ufficiali.