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Come evitare che Google e Microsoft raccolgano dati sulla posizione tramite il WiFi

WiFi

Forse non tutti sanno che la posizione geografica da uno smartphone la si può determinare in vari modi e non solo attraverso il chip GPS. Ciò significa che, anche se nello smartphone vengono disabilitati i servizi di localizzazione, è comunque possibile stimare la posizione attraverso la connessione WiFi. A questo proposito, coloro che sono interessati ad avere il massimo della privacy dovrebbero seguire un semplice trucchetto che permette di comunicare a Google e Microsoft di non volere che la propria posizione venga stimata sfruttando il WiFi.

Questo trucco è già piuttosto vecchio ed esiste dal 2011, quando Google è stata costretta a creare una soluzione di opt-out dopo problemi di raccolta dati nell’UE, a seguito dell’introduzione di Street View in Germania.

Il trucco consiste nell’aggiungere, al nome della rete WiFi, la stringa “_nomap“. In tal modo, non si dà a Google l’autorizzazione alla raccolta dati anche se, come specifica la stessa azienda, è valida solo per il proprio servizio di localizzazione, quindi altre società potrebbero continuare a raccogliere la posizione della rete Wi-Fi nonostante il suffisso.

Per quanto riguarda Microsoft ad esempio, per negare l’autorizzazione richiede di includere “_optout” da qualche parte nel nome della rete WiFi. Per rimanere alla larga dalle grinfie dei due colossi, quindi, dovreste creare un SSID come “1234_optout_nomap” e rifiutare entrambi i servizi.

Google ha sempre affermato di non salvare informazioni di identificazione personale nelle proprie banche dati legate alla posizione ricavata dalle reti WiFi, quindi la rinuncia potrebbe davvero essere di beneficio limitato, ma è comunque meglio di niente.

Tuttavia, è molto utile per quando si usa gli hotspot mobili, poiché un conto è tracciare la posizione di casa e un conto è tracciare tutti i nostri spostamenti, anche se in forma anonima.

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