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Il mercato smartphone vive il suo periodo peggiore di vendite dal 2013

Huawei P40 Pro+

Il coronavirus ha fermato interi settori del mercato in tutto il mondo e ha lasciato molte persone con un reddito minimo o nullo o nel timore di una recessione. Se a ciò si combina la chiusura di molto fabbriche si ha una ricetta perfetta per una recessione. Anche il mercato degli smartphone non è immune da questi effetti e le spedizioni in tutto il mondo sono diminuite del 13% su base annua a causa del coronavirus.

Le aziende hanno spedito solo 272 milioni di unità nel primo trimestre 2020, che è il valore più basso dal 2013. Come riportato da Canalys, il 2020 sembrava buono per i produttori di smartphone prima che la crisi colpisse.

Inizialmente le aziende erano preoccupate di non poter soddisfare la domanda a causa della chiusura di stabilimenti in Cina ma, a partire da marzo, anche le vendite sono crollate. A causa delle incertezze finanziarie che circondano la pandemia, Canalys sospetta che “molti clienti che avrebbero acquistato un nuovo smartphone come un lusso hanno ritardato tale acquisto“.

Le uniche grandi aziende del mercato smartphone attualmente illese sono Xiaomi e Vivo che non a caso hanno puntato forte non solo sulla fascia premium ma anche su quella bassa. Tali aziende hanno registrato una crescita annuale del 9 e del 3%, rispettivamente, in relazione al primo trimestre del 2019. Poiché molti dei loro modelli sono relativamente economici, questo ha senso: le persone che devono assolutamente acquistare un nuovo telefono (a causa di danni o furti) lo faranno probabilmente scegliendo un’opzione meno costosa.

Samsung e Huawei sono le maggiori perdenti del trimestre, entrambe con una crescita negativa del 17% su base annua. Anche Apple è interessata dalla questione avendo spedito l’8% in meno di dispositivi. Chissà se il lancio di iPhone SE 2020 è stato fatto anche per mitigare questa situazione.

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