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Mediatek sorpresa a imbrogliare sui benchmark

Mediatek Helio G70T

Sebbene i singoli produttori di smartphone siano stati accusati di aver imbrogliato nei benchmark in passato, di solito si trattava di un problema relativamente localizzato: solo alcuni modelli di determinate società utilizzavano una modalità con prestazioni più elevate durante l’esecuzione di determinate app. Ma secondo un rapporto di Anandtech, MediaTek ha integrato questo tipo di “imbrogli” nel software che consente ai produttori di utilizzare i suoi chipset.

In sostanza, quasi tutti i telefoni MediaTek che eseguono determinati chipset “imbrogliano” i benchmark. È una storia lunga e curiosa che incoraggiamo a leggere a chiunque sia interessato ai dettagli tecnici, ma la versione breve è che Anandtech ha notato che il SoC Dimensity 1000L di MediaTek è stato battuto nei benchmark dal vecchio Helio P95 di fascia bassa in un OPPO Reno3 Pro.

I dubbi sono stati confermati quando una versione dell’app di benchmarking è stata ottimizzata per evitare che fosse identificata dal sistema restituendo risultati inferiori per il P95. Ciò significa che qualcosa nel telefono basato su Helio P95 ha notevolmente migliorato le prestazioni in risposta alla presenza dell’app di benchmarking.

E questa non è una piccola differenza, visto che Anandtech ha osservato una differenza del 30% nei test generali, con una variazione fino al 70% in carichi di lavoro specifici.

MediaTek ha risposto alla storia di Anadtech con una dichiarazione che spiega le sue azioni, inclusa in un post sul blog che dettaglia ulteriormente la sua posizione. In sostanza, gli argomenti della società si riducono a:

  • I chipset sono studiati per aumentare e diminuire le loro prestazioni in base al tipo di lavoro, quindi questo non è diverso.
  • I produttori di smartphone possono disabilitarlo se non lo desiderano.
  • Anche altre aziende lo fanno.

Sebbene per il primo punto ci siano dei dubbi di interpretazioni, purtroppo le altre due motivazioni sono vere. Huawei, OPPO e Samsung sono state precedentemente accusate di un comportamento simile e Samsung ha persino dovuto risolvere una causa legale in merito lo scorso autunno – quindi forse “tutti lo stanno facendo” non è la migliore difesa. E indipendentemente da chi ha abilitato la funzione o da chi lo fa, è ancora fuorviante per l’utente finale.

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