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Google Textbooks: la rivoluzione culturale parte dal Play Books

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Con l’evento di San Francisco Google ha avuto modo di presentare diversi servizi coi quali conta di estendere ancor più il suo dominio sul mercato, in particolare operando in aree dove la concorrenza è scarsa oppure dove mancano idee rivoluzionarie invece sviluppate dal colosso di Mountain Views con la sicurezza di poterne trarre sicuro vantaggio, ed una di queste ha il nome di Google Textbooks.

Sviluppata come una sezione all’interno di Play Books si propone come la via per la libera commercializzazione di libri di testo, un settore molto a cuore di BigG e facente parte di un progetto più ampio che, in modo molto lungimirante, potrebbe proiettare l’azienda tra i principali rivenditori di servizi per le istituzioni scolastiche del mondo con profitti molto interessanti e tutto questo nonostante la novità, tra le tante presentate come Google Chromecast, la nuova release di Android 4.3 ed ovviamente il nuovo Nexus 7, fosse passata in secondo piano.

Google Textbook consentirà l’acquisto di libri di testo, con forti sconti sino all’80%, da poter utilizzare su qualsiasi device connesso ai servizi Google, collegando questa possibilità all’apposita sezione nel Play Device, sviluppata mesi fa in via sperimentale in America, per fornire un canale preferenziale alle scuole per l’acquisizione di Nexus 7 a prezzi ridottissimi e favorendo quindi le entrate nel proprio bilancio.

Non a caso la ristrutturazione dei criteri d’insegnamento con apparecchiature all’avanguardia per la digitalizzazione delle nuove generazioni è un mercato in costante crescita su scala mondiale grazie anche i vantaggi, oltre che economici, derivati dal trasporto di un semplice tablet contenente ogni tipo di libro sostituendosi alle classiche cartelle.

Il servizio è stato attualmente reso disponibile in fase di startup negli Stati Uniti a partire da Agosto ma si conta possa esser esteso rapidamente nei principali paesi europei, sebbene l’Italia dovrebbe essere uno degli ultimi a ricevere questa novità vista anche l’assenza del canale di rivendita rappresentato dal Play Device.