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Google Traduttore: estesa l’influenza delle reti neurali a nuove lingue

Google Traduttore

Google al momento è l’azienda che riesce ad accumulare il maggior quantitativo di dati nel mondo, grazie al proprio motore di ricerca e grazie a tutti i suoi servizi. Ciò la mette in una posizione privilegiata nel momento in cui lo sviluppo di sistemi di machine learning e di reti neurali deve essere applicato ai servizi già esistenti. Google Assistant rappresenta il miglior assistente digitale del momento ma l’obiettivo del colosso è di espandere questi sistemi anche agli altri servizi, come ad esempio a Google Traduttore.

L’anno scorso ad esempio Google ha introdotto il Google Neural Machine Translation (GNMT) nel servizio di Google Traduttore, supportando inizialmente solo il mandarino ma allargandolo poi anche inglese, francese, tedesco, giapponese, coreano, portoghese e turco. In queste ore Google ha annunciato che è stato aggiunto il supporto a tre nuove lingue (Hindi, russo e vietnamita). 

Ma a cosa serve il Google Neural Machine Translation? Stando a quanto riportato da Google stessa:

La traduzione neurale è migliore rispetto alla nostra tecnologia precedente, perché traduciamo intere frasi in un singolo momento, invece di alcuni pezzi per volta. 

Più si utilizza Google Traduttore e migliori saranno i risultati

In pratica, analizzando il contesto ed effettuando milioni di calcoli al secondo, Google Traduttore riesce ad effettuare una traduzione molto più precisa. Trattandosi poi di un meccanismo di machine learning, più volte si tenteranno le traduzioni e migliori saranno i risultati.

Sperando che Google aggiunga il supporto all’italiano il prima possibile, vi vogliamo ricordare che da qualche mese anche Google Analytics utilizza degli algoritmi di machine learning.

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