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Spotify prende di mira i furbetti con “ad blocker” attivi

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Spotify ha recentemente aggiornato i suoi termini di servizio in modo specifico per coloro che utilizzano gli ad blocker. In una dichiarazione rilasciata a DigiDay, Spotify ha confermato che “misure di rilevamento multiple stanno monitorando il consumo sul servizio per rilevare, indagare e gestire manipolazioni artificiali dell’attività di streaming.”

Gli account Spotify contrassegnati con l’utilizzo di ad blocker potrebbero essere disabilitati dopo l’1 marzo, quando le nuove regole annunciate all’inizio di questa settimana avranno effetto. Gli account Spotify Premium non sono bersagliati dalle nuove regole poiché il servizio visualizza solo annunci per abbonati gratuiti.

Sfortunatamente per l’azienda, più di 2 milioni di utenti (2% degli abbonati gratuiti di Spotify) hanno bloccato gli annunci con app e account modificati l’anno scorso. La nuova politica sui Termini di servizio di Spotify è stata aggiornata questa settimana con una nuova regola che vieta l’utilizzo degli ad blocker o di qualsiasi altro metodo di blocco degli annunci pubblicitari.

Considerando che l’azienda mette a disposizione essenzialmente l’intero catalogo di oltre 40 milioni di canzoni in maniera del tutto gratuita (anche se con delle limitazioni), il minimo che possiamo fare è ascoltare le sue pubblicità per sostenerlo.

Al momento si tratta dell’unico servizio di streaming che mette a disposizione tutta la sua musica in maniera gratuita. Nel caso poi non voleste ascoltare più le pubblicità, l’abbonamento Premium è disponibile a 9,99 euro al mese oppure a 99 euro l’anno. Tra l’altro, è disponibile anche l’abbonamento Famiglia a 14,99 euro al mese per fino a 6 membri.

Ad ogni modo, prima di lasciarvi, vi vogliamo ricordare che Spotify sta offrendo 60 giorni di prova gratuita (invece dei soliti 30) in occasione della festa di San Valentino.

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