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Altro che Samsung… Sarà Vivo la prima a implementare un sensore di impronte sotto il display

Pur non essendo un produttore molto conosciuto qui da noi in Italia, Vivo è molto popolare in Cina. L’azienda ha l’incredibile primato di essere riuscita a implementare, prima di altre realtà mondiali, delle tecnologie di nuova generazione. E’ successo con il sensore di impronte, poi con il display 2K e nelle prossime settimane accadrà nuovamente con uno smartphone avente il sensore di impronte implementato sotto un display OLED.

Vivo utilizzerà lo stesso sensore presentato pochi giorni fa da Synapctic, il quale dovrebbe finire anche all’interno del Samsung Galaxy Note 9. Per quanto riguarda la tecnologia che sta dietro lo scanner di impronte digitali di nuova generazione (nome in codice Clear ID FS9500), è progettato per funzionare con telefoni sia con aspect ratio 18: 9 che 20: 9.

Le impressioni sui primi prototipi dello smartphone (che non ha ancora un nome commerciale) sono molto positive, con un’invisibilità del sensore che non solo non crea alcun problema nel riconoscimento biometrico ma anzi agevola lo sblocco.

 

Funzionamento del sensore di impronte

Affinché funzioni, il dito deve essere illuminato, in modo che lo scanner di impronte digitali possa leggere i riflessi della scansione del dito. Per creare questo riflesso, una parte dello schermo deve illuminarsi, e quindi il lettore di impronte catturerà il riflesso tra i pixel AMOLED. Il consumo energetico di tutto ciò, a detta di Synapctic, è di appena 80 mA.

Questa è senza dubbio la tecnologia che caratterizzerà il 2018 per quanto riguarda gli smartphone, così come il 2017 è stato l’anno dei display 18:9 e il 2016 delle doppie fotocamere.

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