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Sui Pixel 2 è presente il Pixel Visual Core, il primo chip sviluppato da Google

Nonostante si tratti di smartphone progettati in casa, i Pixel 2 e Pixel 2 XL utilizzano delle componenti fornite da produttori terzi. Dal SoC di Qualcomm fino alla fotocamera di Sony, di Google vi è solo il progetto. Questo però stando alle informazioni ufficiali della presentazione.

Nelle scorse ore abbiamo scoperto che i due Pixel 2 hanno al loro interno un ISP proprietario di Google. Per chi non lo sapesse, per ISP si intende il processore che si occupa dell’elaborazione delle immagini catturate dalle due fotocamere.

Esso viene chiamato Pixel Visual Core e lo scopo principale è quello di garantire il perfetto funzionamento della tecnologia HDR+ di cui Google si vanta molto. Infatti, nonostante tutti i principali SoC mobile integrino un loro ISP, Google ha deciso di adottare una strategia propria assicurandosi dei risultati migliori rispetto alla concorrenza.

Il Pixel Visual Core offre prestazioni che ancora non è possibile vedere

Dal punto di vista prestazionale, infatti, Google dichiara che i propri smartphone riescono a utilizzare la modalità HDR+ 5 volte più velocemente rispetto agli altri device, sfruttando 1/10 dell’energia

Ma la cosa più intrigante è che il Pixel Visual Core non è stato ancora attivato. Di fatto, i Google Pixel 2 e 2 XL al momento stanno funzionando sfruttando il chip presente all’interno del SOC Qualcomm Snapdragon 835. Google ha annunciato che l’attivazione avverrà nei prossimi mesi (come opzione sviluppatore con l’aggiornamento ad Android 8.1 Oreo) ma non ha specificato il perché al momento non viene utilizzato.

Probabilmente si tratta di un discorso simile alla mancanza della certificazione IPxx per la prima generazione di Pixel: non vi è stato tempo a sufficienza per ottimizzare al meglio il Pixel Visual Core.



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